Il vino conquista il centro storico di Bologna con le cantine e gli eventi di Bologna Wine Week
Da Piazza Minghetti a Palazzo Re Enzo, la terza edizione di Bologna Wine Week ha cambiato sede per coinvolgere ancora di più Bologna e il centro storico. E ci è riuscita.
L’evento del vino ideato da Gian Marco Gabarello, imprenditore titolare di Ebrezze e Giardino Ebrezze, in collaborazione con Spumanti Italia, ha animato gli splendidi spazi di Palazzo Re Enzo e la centralissima Piazza Nettuno.
Totem con citazioni a tema vino e installazioni a specchio per foto ricordo, hanno attratto giovani, famiglie, coppie e turisti, incuriosendoli e trasformandoli spesso in partecipanti. 
Il programma tra degustazioni, masterclass e appuntamenti in città
Bologna Wine Week è nata per promuovere la cultura vinicola attraverso le eccellenze italiane e dell’Emilia Romagna. Ricordando l’importanza di bere bene, locale e consapevole.
Quest’anno il 9 maggio si è tenuta una giornata di conferenze dedicate a sostenibilità, enoturismo e nuovi stili di consumo, seguita da un ricco programma di masterclass durante il weekend di degustazioni. Tra cui:
- Old Sparkling. Degustazione metodi classici con più di 120 mesi sui lieviti.
- Sicilia, terra di vino. Viaggio alla scoperta dell’isola con 7 etichette iconiche
- Espressioni di Pignoletto, anima dei Colli Bolognesi
Dal 5 all’11 anche l’OFF di Bologna Wine Week, con circa 50 tra enoteche e ristoranti protagonisti in città.
Nel weekend di degustazione il messaggio era chiaro: tenere al collo la sacca porta calice e continuare l’esperienza nei locali di Bologna.

Bologna Wine Week è stata pensata anche come evento serale, dall’aperitivo al dj set.
Così dalle 22:30 Palazzo Re Enzo ha ospitato due dj set, con biglietti dedicati.
La formula dei biglietti per le degustazioni invece prevedeva 6 tocken a € 16,00 e ingresso a fasce orarie: dalle 11:00 alle 15:00, dalle 15:00 alle 18:00 e dalle 18:00 alle 21:00.
Una scelta forse penalizzante per chi desidera una fruizione più lenta o arriva a Bologna apposta per l’evento, coerente con l’obiettivo dell’evento di incuriosire e avvicinare un pubblico sempre più ampio. 

Le cantine presenti a Bologna Wine Week 2025
80 circa le cantine presenti. Un numero importante considerando la location nel cuore della città.
Personalmente ho apprezzato la presenza diretta di produttori o figure delle cantine ai banchi d’assaggio, con i sommelier solo in rari casi. Una scelta che crea dialogo e relazione.
Grande risalto alle cantine locali dei Colli Bolognesi e agli spumanti grazie alla collaborazione con Spumanti Italia e la rivista Bubble’s.
Dalle aziende iconiche come D’Araprì e Monsupello, a realtà con piccole produzioni autoctone come Il Verro.
L’unica cantina che vinifica il Coda di Pecora, a Bologna Wine Week con il metodo Classico Shèeèp 2020, 30 mesi sui lieviti, proprio da questo vitigno.
Presenti diverse cantine che conosco da tempo, come Tenute La Riva, Cantina della Volta, Condé e Costaripa o da meno, come Ca’ dei Conti e Terre di Ger.

Le degustazioni a Bologna Wine Week
Tante le aziende che hanno proposto un percorso dagli spumanti ai vini fermi, bianchi e rossi:
- Klinger cantina trentina di Pressano con il suo Trentodoc e i bianchi fermi da Nosiola, Gewürztraminer e Chardonnay
- Bera con i suoi Alta Langa DOCG da Chardonnay e Chardonnay /Pinot Nero, ma anche Moscato e Nebbiolo. Cantina tra Alba e Asti dalla storia secolare, all’inizio come conferitori e poi come produttori, che per prima a inizio anni 70 ha vinificato e imbottigliato il Moscato d’Asti in una zona di Nebbiolo, Barbera e Barbaresco


- Prime Alture, che conoscevo come wine resort (l’abbiamo trovato tra le proposte per San Valentino), di cui ho degustato il Metodo Classico Io per te e lo Chardonnay Madame, guidata da Roberto Lechiancole, fondatore di Prime Alture
- Faraone Vini con Federico Faraone e i suoi Metodo Classico Dosaggio Zero da Passerina, Pecorino, Cerasuolo e Montepulciano abruzzesi
- Villa Matilde Avallone con i tipici vitigni campani. Metodo Classico Mata Rosé da Aglianico e Spumante Metodo Martinotti Prochyta da Falanghina, per restare in tema bolle. Anche qui degustati con Maria Ida Avallone

E ancora dagli spumanti fino ai passiti con alcune realtà come Tenuta Roletto, cantina del Canavese con i suoi Erbaluce. Dai Metodo Classico fino ai 120 mesi (in degustazione solo il 24 Gran Cuvée), al Passito.
Basta un calice per cambiare regione e così in un attimo eccomi in Toscana da Ornina per continuare con Sauvignon Blanc, Pinot Nero e un’anteprima del Pinot Grigio 2024 il mio percorso nei vini del Casentino, iniziato al Mercato FIVI.
Mi piacciono molto i vini razionali di Marco, che si aspetta dei feedback sinceri dagli assaggi per potersi confrontare. 

Le realtà dell’Emilia Romagna a Bologna Wine Week 2025
Parlando di confronti è stato molto interessante anche quello con Tenute d’Italia.
Una realtà con sede a Imola che, seguendo la sostenibilità e l’artigianalità, racconta i vini del territorio italiano attraverso più di 250 etichette da 12 regioni e li fa conoscere all’estero.
Tra i vini in degustazione particolare l’Impavido, Sangiovese Rubicone IGP Appassimento.

Restando in Emilia Romagna nuove scoperte per me:
- cantina Merlotta con i vini creati dall’enologo Fabio Minzolini, parte della quarta generazione, con cui ho degustato il Tridènte Metodo Classico Dosaggio Zero 36 mesi da Albana e l’Albana Secco assemblaggio di 3 annate diverse da vendemmie tardive. Una cantina con oltre 60 anni di storia, ricostruita nel progetto “Tridènte I valori dell’identità”. Un libro realizzato grazie a un’approfondita ricerca nei documenti storici dell’Archivio di Stato di Bologna. Uno dei punti di partenza l’analisi infografica e iconologica del dipinto con draghi e tridente presente nella residenza di famiglia, che ha ispirato il logo della cantina. Una realtà che merita un approfondimento
- il Pignoletto La Mancina di Francesca Zanetti, dalla passione coinvolgente, di cui proverò il Metodo Classico alla prossima occasione
- Vespignano giovane e promettente cantina di Brisighella, che produce Albana, Trebbiano e Sangiovese, credendo nelle fermentazioni spontanee e in una produzione serena e meno impattante.
Ho ritrovato Tomisa con i vini della nuova cantina. Un restyling visivo e un assaggio che mi hanno convinta più del primo parecchio tempo fa.
Stavolta presenti anche i cosmetici con vinacce di Cabernet Sauvignon, che Tomisa produce da anni e ha rivisto recentemente.
Ne parleremo in un altro articolo dedicato a vino e cosmesi.
Verso la quarta edizione
Quest’anno non ho vissuto l’esperienza serale dell’evento, né quella nei locali cittadini, però la parte di degustazione è stata molto interessante.
Tra un calice e l’altro, ho potuto confrontarmi con produttori e distributori su temi attualissimi: marketing, sostenibilità, packaging, vendite e comunicazione.
Bologna Wine Week per me si è rivelata un evento capace di stimolare il dialogo e la riflessione sul futuro del vino.
Se per questa terza edizione le novità principali sono state il cambio location, le masterclass e la guida in collaborazione con i partner, non resta che attendere la quarta per vedere quali direzioni prenderà questo format sempre più radicato a Bologna.
Avete partecipato a Bologna Wine Week 2025? Raccontatemi la vostra esperienza.

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