Gli eventi del vino si trasformano e creano piattaforme digitali ad hoc

Ieri sarei rientrata a casa da Merano, con tanta bellezza negli occhi, tante degustazioni interessanti, scoperte e conferme. Ma si sa come sono andate le cose e il Merano Wine Festival 2020 è stato spostato a marzo. Dal 26 al 30 marzo 2021. Per non interrompere una tradizione che dura da 29 anni, Helmut Köcher, il suo fondatore, ha pensato ad una digital edition, con una nuova piattaforma dedicata: WineHunter Hub.

Inizialmente avrebbe dovuto accompagnare la manifestazione in presenza, ma con il peggiorare della situazione nazionale e non solo, è diventata l’ unica proposta dal 6 al 10 novembre 2020. I giorni in cui si sarebbe svolto il Merano Wine Festival.Merano Wine Festival Digital 2020

L’ anteprima di WineHunter Hub

Un primo assaggio di questa nuova dimensione lo abbiamo avuto il 29 ottobre. Con la Premiazione dei The WineHunter Platinum, il massimo riconoscimento assegnato dal team di The WineHunter. Alla presenza di Helmut Köcher si sono collegati tutti i produttori premiati, mediati da Maurizio Di Maggio di Radio Montecarlo.

Una piacevole carrellata regione per regione, dove i vini sono stati al centro, ma anche le eccellenze culinarie e gli Spirits si sono ritagliati il loro spazio sul gradino più alto del podio. Doppio premio ad esempio per Silvio Carta con il 2006 Vernaccia di Oristano Riserva DOC e il Gin Giniu Gin 517. Super interessanti la Marmellata Extra di Bergamottocalabrese, il Filetto Affumicato Riserva Roen trentino e la Crema Spalmabile alla Grappa Stravecchia friulana per quanto riguarda il food. Anche una birra tra i premiati, la Dark Strong Ale del Birrificio Agricolo Ca’ Verzini.

Premiazione Platinum Awards The WineHunter su WineHunter HubConferme per quanto riguarda il vino con Manincor, Tenuta Sant’ Antonio, Duemani, Monsupello, Costaripa, Marisa Cuomo, Masseria Frattasi, Schiopetto , Monte Rossa e Gianfranco Fino, per citarne alcuni. Ma anche tante realtà a me ancora sconosciute, che spero di degustare presto. Una su tutte, la sarda Su’Entu, che mi ha molto colpita.

Circa trenta secondi infatti a disposizione per ciascuna realtà, per i ringraziamenti, per presentarsi o passare il messaggio preferito. Inevitabili i riferimenti alla situazione attuale, con speranza e voglia di tornare alla normalità.

Mi ha fatto davvero molto piacere vedere tante donne, in molti casi giovani donne, rappresentare le aziende premiate!

Dopo questa anteprima il via ufficiale della digital edition lo scorso 6 novembre 2020.

Ogni mattina Helmut Köcher ha presentato il palinsesto giornaliero. Moltissimi gli approfondimenti sulle cantine con video presentazione e virtual tour realizzati per l’ occasione. Ma anche show cooking, mixology e interventi specifici, come quello di Luigi Moio, che ha riassunto in poche frasi il suo essere enologo.

A tutti questi contenuti si sono aggiunti alcuni momenti live, dedicati alla degustazione, come quello di Champagne di martedì 10.  Sempre in questa modalità ci sono stati vari convegni con focus su Campania, Georgia e Bordeaux. Non sono mancate nemmeno le occasioni di confronto e di riflessione sul mondo del vino in questo periodo, la sostenibilità e le nuove modalità di comunicazione, distribuzione e business in generale.

Appuntamenti vari Merano Wine Festival Digital 2020Personalmente ho apprezzato molto l’ approfondimento dedicato a Thomas e Rudi Niedermayr, produttori di Appiano, che concentrano la loro produzione sui vitigni PIWI. Thomas ormai ha preso le redini della cantina, ma è stato il padre Rudi, ormai trent’ anni fa a scegliere questa strada.

Quella dei vitigni resistenti, che per natura non hanno bisogno di (molti) trattamenti, ma che danno vini di qualità nel rispetto del territorio. Poter seguire la spiegazione di come questi vitigni vengono creati, direttamente da loro, è stato molto interessante. In più io amo i vini di Thomas, quindi scoprire anche l’ ultimo nato, il Metodo Ancestrale Freistil, mi ha fatto più che piacere.Approfondimento PIWI Thomas Niedermayr

La piattaforma WineHunter Hub.

Divisa in sezioni la piattaforma WineHunter Hub ha permesso di approfondire tutti gli aspetti della manifestazione. Cantine, partner, produttori, aziende innovatrici e tutto il palinsesto in Events. Con un eventuale contatto diretto tramite l’ App Telegram.

Nella sezione Wine ciascuna cantina aveva una postazione virtuale con un video di presentazione dell’ azienda fatta da Helmut, le schede tecniche dei vini e spesso alcuni video con i protagonisti delle varie realtà vitivinicole.

Piattaforma WineHunter Hub sezione WineUna miriade di informazioni a nostra disposizione, facilmente selezionabili in base alla regione di interesse, che hanno lenito il dispiacere di non poterle scoprire di persona. Ma anche un approfondimento davvero utile in vista dell’ edizione in presenza di marzo. Navigabili tra i diversi produttori, anche le sezioni Food, Spirits & Beer e quella dedicata ai vini georgiani, in Georgia the Origin.

Un’ idea a cui già da tempo The WineHunter stava lavorando, per rendere più capillare Il Merano Wine Festival, come vi avevo già raccontato. Idea implementata e modificata, che si è rivelata fondamentale vista la situazione. Un back to the roots, come voleva il tema della 29esima edizione, ma con uno sguardo al futuro sempre più digital.

Anche Milano Wine Week ha avuto la sua digital edition.

Federico Gordini a Milano infatti, lo scorso ottobre, per lo stesso motivo aveva dovuto adattare l’ organizzazione della sua Milano Wine Week. Unendo però la parte digitale allo svolgimento della manifestazione in presenza, regolarmente consentito. Seppur con nuovi limiti da rispettare, il distanziamento e il rispetto di tutte le norme del caso.

Ve ne avevo già parlato in un articolo dedicato, settimane prima che il programma fosse ufficiale. La mia intenzione, come vi avevo detto, era quella di partecipare anche quest’ anno.

Milano Wine Week 2020 Digital Wine FairQuando ho visionato il programma però, mi sono resa conto che le masterclass a cui intendevo partecipare erano soprattutto su invito. Quindi non ho ritenuto opportuno andare a Milano per gli appuntamenti in città, che avrebbero comportato molti spostamenti con i mezzi. Ho preferito seguirla online.

In realtà poi, pre registrandomi alla digital edition, ho scoperto che molte masterclass ad invito erano prenotabili. Sicuramente c’è stato qualche problema di organizzazione, perché link, elenchi e prenotazioni non corrispondevano. Infatti solo a manifestazione già iniziata, dopo un’ ulteriore richiesta di informazioni, sono riuscita finalmente ad accedere alla parte digitale, la Digital Wine Fair.

Per questo disguido ho perso l’ Anteprima dei Numeri Uno della Guida Oro I Vini di Veronelli, a cui lo scorso anno avevo partecipato, ma poi sono riuscita a seguire live molto di quello che mi interessava.

Alcuni eventi che ho potuto segure online

La masterclass di Istituto Marchigiano, in cui mi ha molto colpita come Ampelio Bucci abbia raccontato in modo semplice, ma pieno di verità e passione, la sua Villa Bucci. Coinvolgente anche la masterclass Zenato in collegamento con Toronto, uno dei poli internazionali della Milano Wine Week 2020. Bello aggiungere anche qualche informazione in più su Tenuta Montenisa di Antinori, rispetto a quelle che avevo avuto durante la mia visita in Franciacorta.

Non ho potuto fare a meno di seguire di nuovo Hans Terzer, enologo di St. Michael Eppan, che ogni volta riesce a conquistarmi. Un’ ora di spunti, aneddoti, informazioni da cui trarre insegnamento, in grado di riportare alla mente gi assaggi dell’ anno prima. Incredibile come sempre nella sua masterclass dedicata ad Appius & The Wine Collection.

Milano Wine Week 2020 masterclass digitalHo apprezzato anche la possibilità di seguire parte dei forum online come Wine Generation Forum dedicata ai giovani nel mondo del vino e alle start up. Bella anche la conclusione con la premiazione del Mondial des Vins Extremes 2020, in cui sono stati premiati i migliori vini da viticoltura eroica. Così come l’ apertura con la presentazione della Guida Doctor Wine, che si poteva seguire anche sulla pagina FB di Daniele Cernilli.

I social sono stati importantissimi in questa digital edition. Se infatti grazie alla piattaforma digitale dedicata è stato possibile seguire questi eventi, i social di Milano Wine Week ne hanno condiviso altri, come show cooking o dirette pensate per l’ occasione. Oltre a tutto questo la Digital Wine Fair, parallela alla Milano Wine Week, è stata anche un’ occasione per favorire i contatti diretti B2B.Presentazione guida Doctor Wine MWW 2020Premiazione Mondial Des Vins Extremes MWW 2020

Nuovi orizzonti per gli eventi.

Sicuramente unire online e offline sarà il futuro degli eventi enoici e non solo, visto che è un format che anche altri settori stanno sperimentando. La pandemia che stiamo vivendo senza dubbio ha portato a velocizzare tempi e modi, per trovare soluzioni e sopperire alle mancanze attuali. Ma ha creato anche un precedente da cui partire per allargare la partecipazione e accorciare le distanze, anche quando si potrà tornare ad esserci di persona.

Merano Wine Festival e Milano Wine Week hanno dato due ottimi esempi, seppur in modo diverso e in situazioni diverse.

Due piattaforme che spero saranno sfruttate anche in altre occasioni, al di là del periodo di svolgimento delle manifestazioni. Io sono pronta a scoprire come si evolveranno. E nell’ attesa ho già molte bottiglie in wishlist!

Se vi fa piacere, vi invito a leggere anche qualche altro articolo già pubblicato su questi eventi:

Intanto vi aspetto su Instagram, o se preferite su FB, in attesa di ritrovarvi presto qui.

A presto

Lara

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