Un’ edizione rivista, nel rispetto di regole e sicurezza, ma non snaturata

A novembre scorso mi sono innamorata di Merano. Un ricordo confusissimo di fiori legato ad una visita da bambina, era il mio unico collegamento con la città. Un veloce giro in centro appena arrivati, mi ha subito introdotta in una dimensione curata, attenta e affascinante, respirando già l’ aria del Merano Wine Festival, grazie a tutto l’ allestimento pronto per l’ imminente apertura. I due giorni successivi sono stati caratterizzati da un’ atmosfera unica, creata dalla sinergia dell’ evento con la città, che lo vive e ne è partecipe.

Kurhaus MeranoPensare di rinunciare ad un’ esperienza simile per questo 2020 è davvero difficile, ma grazie alla determinazione di Helmut Köcher sembra che possiamo scacciare tali pensieri. Il presidente di Merano Wine Festival e The WineHunter, conferma le date, dal 6 al 10 novembre 2020.

Come sarà il Merano Wine Festival 2020?

Rispettoso. Della sicurezza, della salute di visitatori ed espositori, ma anche della tradizione della manifestazione.

Rimarranno i pilastri dell’ evento, le varie sezioni dedicate a winelover e professionisti del vino. Naturae et Purae – bio & dynamica, si svolgerà in tutte e quattro le giornate e avrà sede nell’ Hotel Therme Merano. Wine – The Official Selection, la selezione principale, rimarrà nelle sale del Kurhaus, da dove invece si sposterà la The WineHunter Area per trasferirsi negli hotel della città. Confermata la chiusura di lunedì 10 novembre con Catwalk Champagne dalle 10.00 alle 15.00.

Parlando di orari ecco una delle principali novità: due fasce orarie.

Per permettere lo svolgimento in sicurezza i flussi andranno gestiti in modo completamente diverso e in quest’ ottica sono state ideate due fasce orarie di visita. Dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.00. Saranno queste a scandire l’ esperienza dei visitatori, ma anche quella dei produttori, che in alcuni casi si alterneranno, così come nelle giornate. Inevitabile sia per suddividere l’ affluenza, ma anche per rispettare gli spazi e le distanze. Per questo ad esempio non ci saranno più i collegamenti tra Kurhaus e Gourmet Arena.

Gourmet Arena Merano Wine Festival 2019

Saranno inoltre rispettati tutti gli obblighi legati all’ uso delle mascherine e degli igienizzanti. Restando in tema salute e sicurezza saranno presenti un Sanity Gate all’ ingresso per la sanificazione e un ambulatorio medico.

Per chi ha partecipato ad almeno una’ edizione del Merano Wine Festival può capire quanto questa organizzazione 2020 sia complessa, ma tutti i dettagli già forniti sono una bella boccata di speranza.

Non mancherà la parte digital.

The WineHunter Area avrà anche una lounge digitale dedicata alle interazioni, sarà attiva una piattaforma per le masterclass in collaborazione con Milano Wine Week e ci sarà Book your own sommelier, con dirette per chi vorrà partecipare da casa. Anche gli showcooking si divideranno tra local e digital.

The WineHunter Area Merano Wine Festival 2019Sarà l’ occasione giusta per sviluppare il progetto The WineHunter Merano & Innovation a cui Helmut e i suoi stavano lavorando da tempo. Una dimensione digitale, che nella peggiore delle ipotesi, permetterà di ospitare interamente l’ evento.

Come sarà per Milano Wine Week 2020, anche Merano si muoverà per favorire gli acquisti grazie all’ e commerce The WineHunter e le postazioni di degustazione avranno dei QR Code dedicati.

Ci saranno anche altre novità.

La prima, il premio The WineHunter Award, che diventa guida cartacea ed altre legate ad eventi paralleli al Merano Wine Festival. Ad esempio Catwalk Bollicine nei negozi di Merano, collaborazione con MWW come già anticipato. Sarà presentato anche Georgia: the Origin of Wine, futuro evento del 2021.

È stato un piacere apprendere la maggior parte di queste informazioni live.

Nel LIVE TALK Merano Wine Festival Back to the roots, che ho seguito in diretta lo scorso 21 maggio Helmut Köcher e i suoi illustri ospiti si sono confrontati sull’ edizione 2020, su come affrontare il momento che stiamo vivendo e soprattutto sul vino. Un back to the roots, un ritorno alle origini, che si basa sulla qualità, sulla filiera produttiva, sui produttori e sul territorio. Dove conta fare il vino, ma farlo bene, cercando di riportarlo alla sua accezione originaria di alimento, in modo da ampliarne accessibilità e possibilità. Sempre creando cultura e consapevolezza attorno ad esso.

Un approccio che va oltre l’ organizzazione di un evento e dimostra la passione e la tenacia del suo presidente, che spero si possa concretizzare davvero a novembre.

Aspettando di scoprirlo, io sono già pronta per altre splendide giornate a Merano.

Passirio MeranoSe vi va, vi invito a leggere anche qualche altro articolo già pubblicato:

Intanto vi aspetto su Instagram, o se preferite su FB, in attesa di ritrovarvi per il prossimo.

A presto

Lara

Lascia un commento