Per fare in modo che abbiate un’ idea di quello che sarà In vino venustas, vi propongo alcuni articoli ed è inevitabile che io mi fermi, prima di tutto, a dare la giusta attenzione al protagonista principale: il vino. Il “Prodotto della fermentazione alcolica di mosti ricavati esclusivamente da uve fresche o leggermente appassite, con o senza la presenza delle vinacce” come ci ricorda l’ Enciclopedia Treccani. Ma sappiamo bene, che è molto di più. Un mondo sfaccettato, che ci offre infiniti spunti. Questa è una delle venustas del vino, una delle sue tante bellezze.

Vino bianco, vino rosso, vino dolce, spumanti, è la classificazione base, chiara a tutti. Ma non vanno dimenticati i vini rosati, i vini passiti, macerati, liquorosi o novelli. Per non parlare dei vini naturali, biologici, biodinamici e PIWI. Tante tipologie, che al di là della preferenza soggettiva, hanno specifiche caratteristiche. Sempre affascinanti e capaci di aprire le porte di innumerevoli degustazioni a chunque li voglia approfondire.

Quando ho iniziato ad avvicinarmi al vino, l’ ho fatto senza avere alcuna conoscenza. La vinificazione, i metodi che portano alle tante amate bollicine, le pratiche di cantina, il disciplinare, ma anche la semplice scelta di calici o bottiglie per ciascuna tipologia, erano completamente nuovi per me. E in alcuni casi ho fatto fatica a comprenderli ed assimilarli.

Se c’è una cosa però che mi ha subito catturata è stato il colore del vino. Se è vero che in una vera degustazione, composta da esame visivo, olfattivo e gusto olfattivo, il primo è il meno importante, il colore ancora oggi ha un forte impatto su di me.

Close up colore del vino biancoPuò dire molto di un vino, ma può anche ingannare e proprio per questo, già durante la mescita, la mia attenzione è altissima. Trovo che accenda la voglia di conferme o smentite di quella che può essere una prima idea. Il colore può essere influenzato dal vitigno, dall’ affinamento, dal passaggio o meno in botte e dal tempo trascorso in esse, ma si può avere un vino bianco anche dalle uve a bacca rossa, di solito usate proprio per i rossi. Insomma, il vino sfida e tiene alta l’ attenzione fin dal primo approccio, quello al suo colore.

Permette di immaginare, ma concentra anche in sè tutto il processo o il tempo che ha alle spalle. I suoi profumi e l’ inevitabile assaggio, completano il quadro, creando dinamiche sempre diverse dando spunti per confronti e perché no, dibattiti.

Enoteca Svanen Montalcino pre degustazioneUomo e vino sono da sempre intrecciati. Da una scoperta forse casuale, è stato possibile ricavare dall’ uva una fonte di piacere e di guadagno, un complemento al cibo e una materia da sviluppare, studiare e valorizzare.

Se i consumi di vino in Italia infatti sono in calo rispetto al passato, crescono la qualità e l’ attenzione nella scelta, m anche nell’ approccio generale. Il vino unisce, favorisce scambio, interazione e convivialità. Tra appassionati e non. Regala anche un momento di relax o di approfondimento a lui dedicato, anche in solitudine. Una magia che mi fa piacere vedere interpretata in maniere diverse, consapevole che tante sono ancora da scoprire.

Grappoli uva in fase di vendemmiaCredo infatti che il vino abbia ancora tanta strada davanti, anche grazie alla sua forza, l’ essere per tutti. Può infatti incuriosire, emozionare o semplicemente essere apprezzato, con o senza alcuna preparazione, senza distinzioni.

Voi cosa ne pensate? Il vostro modo preferito di vivere il vino qual è?

Il mio è questo, dedicargli un percorso, libero di spaziare, ma capace anche di stare nelle regole quando richiesto.

Se avete qualche preferenza su argomenti legati al vino, da trattare qui su In vino venustas chiedete pure!

Intanto vi aspetto su Instagram, o FB se preferite, in attesa di ritrovarvi per il prossimo articolo

Lara

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