Dire o non dire, postare o non postare, cosa dire o postare, sono dubbi di questo periodo, in cui, più che in altri, ci si chiede come comunicare il vino (e non solo).

Comunicare è innato per ciascuno di noi. Tutti comunichiamo, semplicemente con il nostro sguardo e il nostro modo di porci. Se pensiamo alla comunicazione però la colleghiamo subito alle parole, che ci permettono di esprimerci e di raccontarci. Le stesse che spesso non troviamo, che non ci sembrano giuste o appropriate, soprattutto nei momenti difficili come questo in cui non possiamo incontrarci. Credo che nelle ultime settimane la maggior parte di noi si sia trovato in questa situazione e forse lo è ancora adesso. Un discorso ampio e complesso, che può riguardare tutti i campi, ma che oggi voglio circoscrivere a quello che qui è il protagonista, al vino!

Come comportarsi?

Nessuno ci chiede di essere super eroi. La preoccupazione, l’ incertezza e perché no, la paura, hanno delle conseguenze. Possiamo ( e dobbiamo) fermarci se ne sentiamo il bisogno, ma senza farci travolgere troppo a lungo. Fermarsi per riordinare le idee e ripartire. Magari non basterà neanche farlo una volta, ne serviranno altre, ma l’ importante è reagire. Abbiamo una fortuna immensa ad avere i social e la tecnologia a disposizione in questo momento. Sfruttiamola! Con sincerità, trasparenza e voglia di fare.

Ma da dove partire per comunicare il vino? Dalla realtà. Da chi siamo e cosa facciamo.

– Azienda o cantina?

Benissimo, inizia a mostrarle! Gli spazi parleranno per te e la natura per le cantine, già da sola racconterà le sue fasi. Lo stesso vale per enoteche e ristoranti. Via libera a mostrare (e raccontare) le bottiglie, i piatti del menù con possibili abbinamenti, sia nel caso sia attivo un servizio delivery, sia per invogliare ad essere tra le prime mete quando si potrà, in assenza di consegna a domicilio.

Dettagli vigneti cantina Bosio FranciacortaCerto, accompagnare il tutto con la propria presenza è ancora meglio. Sapere chi è l’ azienda, crea più connessione e fa sentire partecipe chi guarda o ascolta. In più se non sei abituato a questo approccio, avere un riscontro potrà incentivarti a continuare. Riscontro che potrà arrivare semplicemente da reazioni/interazioni alle tue proposte  e potrà spingerti allo step successivo.

Metterci la faccia. Già lo fai? Bene, continua, mantenendo il contatto che hai creato. Sono tanti gli esempi che tutti abbiamo avuto modo di vedere in questi giorni. Alcuni avranno incontrato più il nostro gusto, altri meno. Fai delle prove, partendo dalle modalità che ti sembrano più affini a te, per continuare così o cambiare piano piano, chi può saperlo! Anche questo è un viaggio. Foto, racconti della storia della tua attività, dirette, webinar, degustazioni guidate o private ed esclusive per i clienti, newsletter mirate, ce n’è per tutti i gusti, ma in tutti ci sarete tu e la tua azienda.Storia Tommasi Family Estates

– Appassionato?

Niente a che fare con il mondo del vino dal punto di vista lavorativo, ma grande passione per degustazioni, visite in cantina, eventi e nuove scoperte. Tanta , media o poca esperienza, non importa.  La voglia di fare nuovi assaggi e scoprire nuove realtà sarà comune. Racconta le bottiglie che stai scegliendo in questo periodo o quelle che più ti hanno colpito in passato, qualche wine tasting in cantina che ti ha rapito o perché no, condividi le degustazioni che vorresti fare  o le zone vinicole e le aziende che vorrai visitare. Sarà un modo per condividere con altre persone con la tua stessa passione, per confrontarti e per dare importanza a realtà che lo meritano.

– Influencer o blogger?

Se stai facendo bene il tuo lavoro, continua a farlo. Segui la tua strada e cerca di dare ancor più valore. Senza strafare e sempre nel modo giusto, ma contribuisci davvero al mondo che ti appassiona. Supportare le cantine con iniziative anche pratiche create ad hoc è sicuramente importante, ma non c’è solo quello. Racconta il tuo rapporto con le aziende e le aziende stesse, i codici sconto sono certamente utili a produttori, distributori e clienti, ma non bastano e non basteranno per fare la differenza nel tempo, se altro non c’è.

Sei all’ inizio di un progetto e non ti senti nella posizione di dire la tua? Torniamo all’ inizio, fermati. Concentrati su quello che ti sembra di poter dare e inizia a comunicarlo. Facendolo diventerà tutto più facile. Te lo dico per esperienza, perché faccio anch’io parte di quest’ ultimo gruppo e come ho già detto, non è facile.

Ma fermarmi mi ha aperto un mondo, che forse avrei sottovalutato travolta dagli eventi che mi stavano aspettando e che invece mi sta aiutando a delineare la mia strada.Wine tasting D'Araprì San Severo

– Professionisti?  Sommelier, relatori, enologi, distributori?

Se appartieni ad una di queste categorie comunica il tuo sapere e allargalo il più possibile. Del tempo in più in questo momento ti può dare la possibilità di farlo, a differenza di quando il lavoro ti occupa al massimo. Pillole e consigli ti permetteranno di far conoscere qualcosa di nuovo e utile agli altri e di entrare in contatto con più persone. Se hai voglia puoi creare anche degli approfondimenti più tecnici per appassionati o colleghi, sulla piattaforma che preferisci. E perché no, puoi condividere i tuoi assaggi, gli abbinamenti da casa tua per un contatto più diretto e meno formale. Se tutto questo ti coinvolgerà, troverai tempo per continuare a farlo anche dopo e sarà un nuovo modo per comunicare il vino oltre al tuo solito.

Ultima cosa, ma non certo meno importante.

Che siate aziende, appassionati, influencer o blogger formatevi, sempre. Siate curiosi e approfittate di questo tempo per sapere di più su quel programma che avevate segnato, provate ad usare quell’ app scaricata un anno fa in treno, seguite quel corso (o quei corsi), che volevate fare, ma non avevate mai  abbastanza tempo.

Anche questo vi aiuterà a comunicare il vino, anche se vi sembrerà di non avere tempo per farlo come vorreste. Tutto inutile quindi? No, perché il tempo non finisce e basterà solo fermarsi di nuovo, riorganizzarsi e ripartire! Non è una corsa. Certo, per le attività è bene riuscire a concretizzare le idee al momento per arginare i danni, ma può bastare seguire bene una parte e ampliare poi il progetto. Se invece hai già un’ organizzazione in questo senso, con un team dedicato, beh, non ti servono certo i miei piccoli consigli, continua così per comunicare il vino al meglio.

E tu, come stai comunicando? Se ti va di farmelo sapere lasciami un commento!

Intanto ti aspetto su Instagram, o se preferisci su FB, in attesa di ritrovarti per il prossimo articolo.

A presto

Lara

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